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TRE I PODI LAZIALI NELLA GARA PIU’ PAZZA DEL MONDO DEL MONTE VETTORE
Organizzata dallo Sci Club Ascoli è tornata dopo dieci anni la suggestiva Coppa Vettore disputata sull’omonima vetta, la più alta del Monti Sibillini. La gara che come tradizione vuole si svolge a fine stagione si è disputata sulla cosiddetta Pista della Ciaule a 2476 m. di quota, utilizzando gli ultimi lembi di neve presente. Ma l’aneddoto più singolare della gara
Giugno 17, 2026
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Organizzata dallo Sci Club Ascoli è tornata dopo dieci anni la suggestiva Coppa Vettore disputata sull’omonima vetta, la più alta del Monti Sibillini. La gara che come tradizione vuole si svolge a fine stagione si è disputata sulla cosiddetta Pista della Ciaule a 2476 m. di quota, utilizzando gli ultimi lembi di neve presente. Ma l’aneddoto più singolare della gara più pazza del mondo come qualcuno l’ha definita, rimane il trasporto dei materiali. Poiché come è noto sul Vettore non ci sono impianti di risalita, tutta l’attrezzatura per la gara, pali da gigante, cronometri, uniti agli sci e scarponi dei partecipanti, sono stati portati a dorso di mulo partendo dal valico di Forca di Presta fino al tracciato di gara. Mentre gli atleti raggiungono il cancelletto di partenza salendo a piedi.

Quattro le specialità disputate: sci alpino, snowboard, telemark e sci alpinismo. Alla gara hanno preso parte anche undici atleti Master del nostro Comitato in rappresentanza di quattro team laziali: l’Aliski Racing di Maurizio Paris con Claudio Apollonio, Leonardo Castelnuovo, Mauro Chiarelli, Massimo e Angelica Lucera, il CAI Roma con Alessandro Castellana, Edoardo e Tommaso Visco, lo S.C. CZERO6 con Raffaele Percivalle e lo Snowside Roma con Virginia Garrafa che ha trionfato nella categoria C.

Podio anche per i due atleti dell’Aliski Racing: Angelica Lucera seconda nella categoria Giovani-Senior e Claudio Apollonio terzo tra i Master B davanti proprio a Maurizio Paris fermatosi ai piedi del podio e che ha raccontato l’evento: “La Coppa Vettore” ha sempre il suo fascino anche se diventa ogni anno più faticosa per noi partecipanti. Dopo dieci anni stavolta è stata veramente dura arrivare alla partenza dopo essere risaliti per il ripido pendio. Inoltre non è mai facile scendere su un tracciato poco omogeneo e per di più con un fastidiosissimo vento. Però ripeto lo scenario rimane incomparabile e non si può rinunciare ad una emozione così forte.  Un sentito ringraziamento agli amici di Ascoli che sono tornati ad organizzare questo evento davvero unico nel suo genere a dieci anni dalla tremenda scossa tellurica che stravolse le popolazioni al confine tra Lazio e Marche e Umbria”.