{"id":7467,"date":"2019-11-27T10:36:35","date_gmt":"2019-11-27T10:36:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.fisiveneto.com\/?p=7467"},"modified":"2019-11-27T10:36:35","modified_gmt":"2019-11-27T10:36:35","slug":"simone-fontana-dice-addio-al-bob","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comitati.fisi.org\/veneto\/blog\/2019\/11\/27\/simone-fontana-dice-addio-al-bob\/","title":{"rendered":"Simone Fontana dice addio al bob"},"content":{"rendered":"\n<p>Il brivido della spinta, il momento elettrizzante della salita sul bob, la calma surreale della discesa: negli ultimi dieci anni tutto ci\u00f2 \u00e8 stato pane quotidiano degli inverni di Simone Fontana. Da qualche mese per\u00f2, sono, e saranno, solamente un ricordo. A ventotto anni, infatti, il bobbista di Santo Stefano di Cadore ha detto basta. Scende dal mezzo, si toglie la tuta azzurra e pensa al futuro. L&#8217;ultima gara la ha disputata domenica 27 gennaio a Sankt Moritz, Svizzera, il quattro di Coppa del mondo. I mesi successivi li ha passati a cercare di capire e di risolvere i problemi di salute. Ora, la decisione di mettere la parola fine a una carriera che gli ha regalato, tra le altre cose, la possibilit\u00e0 di vivere due Olimpiadi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Colpa\ndell&#8217;ernia<\/strong>&nbsp;&#8211;\n\u00abLa mia carriera finisce qui e la colpa \u00e8 della schiena\u00bb racconta\nSimone che per i problemi di salute \u00e8 stato costretto a saltare la\ntrasferta iridata a Whistler Mountain \u2013 Canada .\u00abDopo Sankt Moritz\nil dolore era davvero forte, alla schiena e a una gamba. Sono stato\nuna settimana a letto perch\u00e9 non riuscivo proprio a camminare. Poi\nmi sono rimesso in piedi per i Mondiali ma la risonanza ha rivelato\nla presenza di un&#8217;ernia e allora addio Mondiali. Ci sono state visite\ne consulti, mi sono curato e solo da un paio di mesi il dolore \u00e8\ndiminuito. L&#8217;ernia non \u00e8 da operare ma \u00e8 l\u00ec: se fai una vita\nnormale non ti d\u00e0 problemi, se sottoponi il fisico a sforzi come i\nnostri, s\u00ec. Ci ho pensato su tanto e alla fine ho deciso di dire\nstop: non me la sento di rischiare oltre. In questi quasi dieci anni\ndi attivit\u00e0 non mi sono certo risparmiato ma continuare sarebbe un\nazzardo. Ho parlato a lungo con Omar Sacco, il direttore tecnico, e\nabbiamo concordato sul fatto che era giusto continuare solo se ero al\ncento per cento. Questo sia per la mia salute sia per\nl&#8217;organizzazione della squadra. Non riuscire a dare il massimo, o\nmagari partire e poi fermarmi, mi metterebbe a disagio nei confronti\ndei miei compagni. No meglio fermarsi\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Destinazione\nVigna di Valle \u2013<\/strong>&nbsp;Terminato\nil periodo di malattia, Fontana prender\u00e0 servizio a Vigna di Valle,\nnei pressi di Bracciano (Roma), dove ha sede il Centro sportivo\ndell&#8217;Aeronautica militare. \u00abLo sport era la mia vita fino a qualche\nmese fa e di questo sono grato all&#8217;Aeronautica, nella quale mi sono\narruolato nel 2013 e che mi ha permesso di fare l&#8217;atleta\nprofessionista\u00bb dice Simone. \u00abUn futuro nello sport? Mi piacerebbe\ncontinuare a vivere in un mondo che \u00e8 stato il mio per tanto tempo\nma ora voglio rimettermi fisicamente e ricominciare una vita diversa.\nPoi vedremo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Sochi,\nil momento pi\u00f9 bello &#8211;&nbsp;<\/strong>\u00abIl\nmomento pi\u00f9 bello della mia carriera \u00e8 stata la quarta manche,\nquella finale, del due a Sochi, vissuta insieme a Bertazzo\u00bb spiega\nFontana. \u00abEssere protagonista di una gara olimpica e portarla fino\nin fondo era la realizzazione del lavoro e dei sogni dei quattro anni\nprecedenti. Posso dire che quella gara del due \u00e8 stata una conquista\ninaspettata mentre sapevo che nel quattro avevamo pi\u00f9 possibilit\u00e0\ndi arrivare in fondo. Non ho rammarico alcuno. Mi sarebbe piaciuto\nprovare a guidare di pi\u00f9 ma ho ritenuto che essere un bravo\nfrenatore e fare gare di alto livello fosse meglio che essere pilota\nin circuiti di secondo piano. Ho sentito il dovere di rimanere\nfrenatore, anche per i miei compagni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bertazzo,\nHefti e le montagne lettoni &#8211;&nbsp;<\/strong>\u00abSimone\nBertazzo mi ha scoperto nel 2009, casualmente, mentre si allenava a\nLongarone e io stavo facendo l&#8217;ora di educazione fisica. Mi ha\nchiesto di provare il bob e io, terminati gli studi, ho provato\u00bb\ndice ancora Simone. \u00abSimone per me \u00e8 stato una guida e per il bob\nitaliano ha fatto tantissimo come atleta. Sono convinto che tanto\npotr\u00e0 fare anche come tecnico. Tra gli atleti visti in questi anni\nquello che mi ha impressionato di pi\u00f9 \u00e8 stato Beat Hefti (4\nmedaglie olimpiche ndr), svizzero dalla forza inaudita. Nelle ultime\nstagioni, invece, ho ammirato i lettoni, montagne umane che hanno\nsbaragliato il campo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cortina\n2026, che occasione!&nbsp;<\/strong>&#8211;\n\u00abIn questi anni non potersi allenare in Italia \u00e8 stato un peso non\nda poco\u00bb prosegue Fontana. \u00abCredo che le Olimpiadi 2026 potranno\nessere un&#8217;occasione per far rinascere il bob in Italia. Il bob \u00e8 uno\nsport bellissimo: la fase di spinta ti d\u00e0 un&#8217;adrenalina assurda, il\nmomento della salita sul mezzo ti d\u00e0 i brividi. La discesa? A me\ndava una calma surreale: mi concentravo, ascoltavo il bob, affinavo\ntutti i sensi per percepire al meglio ogni movimento e poi comunicare\nal pilota sensazioni e osservazioni\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il brivido della spinta, il momento elettrizzante della salita sul bob, la calma surreale della discesa: negli ultimi dieci anni tutto ci\u00f2 \u00e8 stato pane quotidiano degli inverni di Simone Fontana. Da qualche mese per\u00f2, sono, e saranno, solamente un ricordo. A ventotto anni, infatti, il bobbista di Santo Stefano di Cadore ha detto basta. 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