
Giovanni Franzoni entra nel mito dello sci. Giovanni Franzoni domina la Streif di Kitzbühel, al secondo tentativo, a soli 24 anni, più forte di tutti, più forte del grande Marco Odermatt che deve inchinarsi di fronte all’azzurro bresciano. Franzoni diventa il quarto azzuro ad imporsi nella mitica Streif: prima di lui, solo Dominik Paris (3 volte nel 2013, 2017 e 2019), Kristian Ghedina nel 1998 e Peter Fill nel 2016 hanno saputo entrare nella leggenda dello sci. Per il classe 2004 di Manerba sul Garda, tesserato per le Fiamme Gialle, è il secondo successo della carriera, solo otto giorni dopo la vittoria nel superG di Wengen, il quarto podio di questa stagione eccezionale.
L’atleta che è cresciuto allo Ski College Veneto Falcade e nel nostro comitato affronta la Streif con il pettorale numero 2, preceduto dal solo Mattia Casse, e l’impressione è sin da subito entusiasmante. Nessuna esitazione, sempre alla spinta, apparentemente così facile come solo i grandi sanno fare. Il miglior tempo in entrambe le prove effettuate era più di un’indicazione: nella seconda parte di gara va oltre la perfezione, per planare sul traguardo in 1’52″31. Un tempo che solo Odermatt saprà avvicinare, vedendo svanire per sette centesimi l’appuntamento con la prima vittoria nella discesa di Kitzbühel.
Sono invece 67 i centesimi di distacco di Schieder da Franzoni: l’altoatesino è a sua volta autore di una prova più che ottima che lo tiene sul podio fino alla discesa del francese Maxence Muzaton che si inserisce a sorpresa in terza piazza a 0″39.
Schieder scivola così in quarta piazza; come già nel superG di venerdì, è di altissimo livello la prova dell’intero team azzurro che vede Dominik Paris ottimo settimo a 0″93 e Mattia Casse undicesimo a 1″40.
A seguire, Christof Innerhofer trova il 28esimo posto a 1″90, con Guglielmo Bosca (+2″45) e Benjamin Alliod (+2″48) che si inseriscono al di fuori della zona punti, più attardato Marco Abbruzzese.
“E’ un sogno, sto tremando dall’emozione. Il risultato del superG di ieri mi ha sgravato di un po’ di pressione ed ero particolarmente carico. Prima della stradina forse ho fatto qualche sbavatura, ma come in prova da lì in poi ho sciato da paura, secondo me.
E’ stata una giornata un po’ speciale, in partenza avevo in mente Matteo Franzoso perchè l’anno scorso condividevamo la stessa camera. Ho pensato subito che fosse il momento giusto per dedicargli LA Gara, perchè questa è la gara che tutti vogliono vincere. Non so bene come abbia fatto, è stata la miglior dedica che potessi fargli. Non tutti possono vincere a Kitzbühel, io ce l’ho fatta al secondo tentativo, non so bene come.
Sapevo che Odermatt voleva fare la gara perchè non aveva mai vinto qui, ma quando sono arrivato in fondo con quel vantaggio su Mattia Casse mi sono detto che avevo fatto qualcosa di grande. Sapevo che per starmi davanti, Odermatt aveva bisogno di un grande vantaggio a metà pista, il gioco dei centesimi è stato dalla mia parte oggi. Ho visto Odi con le lacrime agli occhi, mi sono permesso di consolarlo dicendogli che è un campione e che la vittoria arriverà.”.
In cinque settimane la carriera di Franzoni è cambiata drasticamente.
“La testa fa tanta differenza, per un ragazzo come me che è tante volte è un po’ insicuro, il crederci è fondamentale: è questa credo la grande differenza rispetto ai mesi scorsi. In gara facevo fatica a sciogliermi, ora ci credo e posso aumentare la confidenza sugli sci”.
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