{"id":5629,"date":"2005-10-05T15:04:19","date_gmt":"2005-10-05T15:04:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fisifvg.org\/2005\/10\/05\/510-convegno-fisi-fvg-sauris-la-relazione-di-mario-fabretto\/"},"modified":"2005-10-05T15:04:19","modified_gmt":"2005-10-05T15:04:19","slug":"510-convegno-fisi-fvg-sauris-la-relazione-di-mario-fabretto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/blog\/2005\/10\/05\/510-convegno-fisi-fvg-sauris-la-relazione-di-mario-fabretto\/","title":{"rendered":"5\/10- Convegno Fisi Fvg Sauris, la relazione di Mario Fabretto"},"content":{"rendered":"<p><U>5-10-2005<\/U>. <I><B>Proponiamo la relazione presentata dal dottor Mario Fabretto, presidente del Collegio Maestri di Sci Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in occasione del convegno &#8220;Sport Invernali: opportunit\u00e0 economiche per la montagna&#8221;, organizzato sabato scorso a Sauris dal Comitato Fisi Fvg<\/B><\/I>.<br \/>\n <P><br \/>\nGli sport della neve, al di la della loro componente agonistica, presentano un aspetto legato al mercato turistico che trova pochi uguali in altre discipline. Tuttavia, rispetto a casi simili, quali possono essere la nautica o il golf, gli sport invernali vengono ad inserirsi in un contesto socio-economico decisamente particolare. La montagna, infatti, vive da sempre una realt\u00e0 in cui fortissima \u00e8 la tendenza all&#8217;abbandono da parte dei giovani. La mancanza di prospettive economiche paragonabili a quelle offerte dalle citt\u00e0, la durezza del lavoro, le difficolt\u00e0 di conseguire i titoli scolastici pi\u00f9 alti, la scarsit\u00e0 degli scambi a livello culturale con realt\u00e0 diverse, hanno sempre determinato un flusso migratorio dalle zone montane verso la pianura, con conseguente svuotamento di quelli che potevano e dovevano essere i principali artefici di un necessario rinnovamento generazionale.<br \/>\nDopo la prima guerra mondiale, i giovani che, lasciato l&#8217;esercito, incominciarono ad insegnare lo sci a quei pochi turisti che all&#8217;epoca frequentavano durante l&#8217;inverno le vallate alpine, forse non si resero subito conto di come quel mestiere avrebbe potuto cambiare la realt\u00e0 di paesi un tempo sperduti e destinati allo spopolamento. Certo \u00e8 che il fiero e acuto carattere dei montanari non tard\u00f2 molto ad identificare nell&#8217;insegnamento dello sci e nell&#8217;accompagnamento di clienti sulle pareti di roccia due importanti risorse economiche che, proprio per la loro peculiarit\u00e0, dovevano essere attentamente coltivate e salvaguardate, proteggendole da tentativi di intromissione e snaturamento.  Almeno in parte si era riusciti ad invertire il flusso: non dalla montagna, ma verso la montagna.<br \/>\nNacquero i miti del maestro di sci e della guida alpina, personaggi al confine tra  supereroe e selvatico, circondati,  per le masse dei cittadini, da un alone di mistero e di irragiungibilit\u00e0,  elementi essenziali ed insostituibili del fascino di una vacanza in montagna.<br \/>\nCi\u00f2 che poi vi crebbe intorno tutti noi lo sappiamo. Stazioni turistiche invernali, impianti di risalita, alberghi, servizi, strade. Un giro di affari di dimensioni colossali, costruito sul desiderio di divertimento, contatto con la natura e svago.<br \/>\nCon il tempo la montagna invernale si \u00e8 via via trasformata, dall&#8217;originario ambiente ostile, regno di lupi e  maestri di sci,  in un parco dei divertimenti per persone di ogni et\u00e0. Anche la figura del maestro \u00e8 cambiata. Un po&#8217; alla volta si sono perse molte delle caratteristiche \u2013 positive e negative \u2013 che lo identificavano. Certamente \u00e8 andata persa la consapevolezza del proprio ruolo all&#8217;interno della cultura montana. Questo per molti fattori, e di tipo diverso.<br \/>\nNei casi pi\u00f9 fortunati il maestro \u00e8 diventato un imprenditore ed ora si trova a gestire non solamente il proprio lavoro personale, ma anche una pensione, un albergo, un servizio o degli impianti di risalita. Il maestro continua, anche se non con l&#8217;insegnamento diretto, a produrre con la sua attivit\u00e0, ricchezza per la montagna.<br \/>\nIn altri casi, troppi, egli viene invece a collocarsi in una posizione intermedia tra il professionista ed il dipendente, con tutti i rischi del primo, ma l&#8217;atteggiamento del secondo.<br \/>\nPur nella loro limitata cultura, i vecchi maestri erano ben consci che il bagaglio di esperienze, che era poi quello della societ\u00e0 montana, rappresentava il vero capitale da investire verso il cliente. Il ruolo di contatto tra un mondo sconosciuto ed il turista che, per una settimana, talvolta due, era desideroso di abbandonare la quotidiana monotonia per vivere un frammento di avventura che il maestro poteva regalargli, magari pi\u00f9 a parole che con i fatti.<br \/>\nGiustamente abbiamo voluto che il maestro di sci diventasse un professionista a tutti gli effetti, che raggiungesse e mantenesse un elevatissimo livello tecnico, ma non ci siamo resi conto che, nel frattempo, il rapporto con il cliente stava cambiando. Ci siamo trovati con maestri supertecnici incapaci di individuare le diverse esigenze ed aspettative della clientela, ma anche impreparati nei confronti dei cambiamenti in atto nel mercato e pi\u00f9 propensi ad una chiusura piuttosto che ad una collaborazione con le altre componenti operanti nel turismo invernale.<br \/>\nParallelamente, queste ultime si sono invece evolute in una direzione prettamente economica, instaurando un contatto con la clientela basato su  messaggi promozionali e offerte commerciali, quasi sempre ponendosi al di sopra della societ\u00e0 montana, piuttosto che integrandosi con essa. Cos\u00ec prevale chi riesce a proporre il prodotto pi\u00f9 appariscente al prezzo pi\u00f9 basso; nel turismo montano questo significa in generale avere la fortuna di operare su un territorio favorevole dal punto di vista climatico-orografico. L&#8217;intervento di capitali esterni alle localit\u00e0 montane porta poi,  necessariamente, a scelte strategiche che favoriscono certe aree rispetto ad altre. I centri minori devono quindi non solo vedersela con una natura meno favorevole, ma non possono nemmeno far conto su investimenti esterni.<br \/>\nNegli ultimi anni abbiamo riflettuto a lungo sul nuovo ruolo che i maestri di sci devono assumere nel mutato contesto del turismo invernale. I corsi di formazione per i nuovi maestri sono stati profondamente modificati ed ora si richiede non solamente un elevatissimo livello tecnico, peraltro alla portata di molti dei giovani atleti che si presentano ai test attitudinali, ma anche un buon livello di cultura generale, arricchito da elementi specifici legati alla professione. Questo perch\u00e9 riteniamo che il maestro possa andare nuovamente a ricoprire un posto di grande importanza nella promozione turistica e perch\u00e9 siamo convinti che il suo apporto possa e debba essere essenziale nella pianificazione degli interventi nel settore.<br \/>\nIl maestro \u00e8 un punto di contatto importantissimo tra il cliente e la stazione invernale. Nel corso della lezione, durante le risalite in seggiovia, non \u00e8 raro che il cliente gli confidi il proprio pensiero sui diversi servizi della localit\u00e0. Spesso gli chiede spiegazioni sulle scelte operate o su quelle future. Il maestro, non solamente raccoglie queste informazioni, ma svolge generalmente anche un ruolo di mediatore nei confronti di eventuali disservizi, dovendo essere ben conscio che la perdita di un cliente per la stazione implica anche la perdita di un proprio cliente. Questo per lo meno \u00e8 quanto dovrebbe accadere in un contesto di reciproca collaborazione e rispetto.<br \/>\nIl maestro, la scuola di sci, vengono quindi a rappresentare l&#8217;espressione di un&#8217;imprenditoria locale, strettamente legata al territorio, e quindi motivo di radicazione dei giovani nel contesto montano, che si deve affiancare all&#8217;azione esterna, privata o pubblica che sia, la quale ultima non deve prevaricare l&#8217;iniziativa locale imponendo   scelte e strategie. In particolare l&#8217;apporto pubblico non deve contribuire solamente con la realizzazione di nuove infrastrutture, peraltro bene accette se fatte con razionalit\u00e0, ma soprattutto deve agire per permettere, quanto pi\u00f9 possibile, la crescita autonoma dell&#8217;iniziativa locale. Questo si ottiene con il coinvolgimento, la collaborazione, l&#8217;attenzione alle esigenze  di tutte le categorie e non solamente manovrando cifre su fogli di carta.<br \/>\nLe cosiddette professioni della montagna sono un veicolo ideale perch\u00e9:<br \/>\n1.\tgenerano posti di lavoro autonomo, che non incidono sul bilancio pubblico;<br \/>\n2.\toperano in contesti di sempre maggiore interesse quali  l&#8217;ambiente, la natura, lo sport, la salute, la cultura, la tradizione;<br \/>\n3.\tfavoriscono la culturalizzazione dei giovani e lo sviluppo di capacit\u00e0 imprenditoriali;<br \/>\n4.\tpermettono uno stretto contatto tra fornitore e fruitore del servizio, con un importante feedback diretto e non mediato;<br \/>\n5.\tcoinvolgono in modo profondo gli abitanti delle localit\u00e0 montane, in quanto ogni famiglia \u00e8 una specie di socio sostenitore dell&#8217;attivit\u00e0.<br \/>\nLa crescita di questi aspetti, che non pu\u00f2 immaginarsi n\u00e9 immediata n\u00e9 tantomeno semplice,  non pu\u00f2 prescindere dal riconoscimento della loro importanza da parte della componente politica e amministrativa. Se si sapr\u00e0 ascoltare e dare la giusta importanza ai giovani imprenditori nelle professioni della montagna si aiuter\u00e0 la maturazione di un nuovo tipo di economia; un modello da tempo auspicato dalle componenti politiche pi\u00f9 attente agli aspetti umani e ambientalistici, pi\u00f9 rivolto al cliente, alla qualit\u00e0 del servizio, all&#8217;esaltazione delle peculiarit\u00e0 locali piuttosto che all&#8217;omologazione attraverso la creazione di strutture fotocopia e la devastazione dell&#8217;ambiente.<br \/>\nAlcuni importanti passi sono stati gi\u00e0 fatti, altri mancano. Nella stesura della legge regionale del Friuli Venezia Giulia sul turismo abbiamo fortemente voluto inserire la possibilit\u00e0 di coinvolgere gli Istituti Scolastici Superiori nella formazione dei maestri di sci, nella prospettiva di arrivare alla creazione di una scuola delle professioni di montagna. Le realt\u00e0 del Liceo Bachmann di Tarvisio e della scuola professionale per operatore montano di Paluzza testimoniano da un lato la volont\u00e0 di crescita, dall&#8217;altro, purtroppo, i ritardi e gli ostacoli derivanti da ancora troppe diffidenze nei confronti della necessit\u00e0 di operare un salto di qualit\u00e0 globale.<br \/>\nSul lato della promozione, in regione viaggiamo ancora come cani sciolti. Manca il coordinamento tra le diverse categorie ed i contatti sono personali, con il risultato che la loro forza varia al mutare degli interlocutori. Abbiamo bisogno di sviluppare la capacit\u00e0 di operare in modo collettivo su progetti condivisi da tutti. Per fare questo servono tavoli istituzionali di progettazione, ai quali devono sedere i tecnici dei diversi settori assieme ai responsabili politici. In tanti anni non siamo nemmeno riusciti a presentarci con un degno progetto di promozione dello sci all&#8217;interno delle scuole della regione.<br \/>\nLe scuole di sci dovranno evolvere verso strutture multiservizi che garantiscano l&#8217;operativit\u00e0 durante tutto il corso dell&#8217;anno. L&#8217;inserimento al loro interno delle guide alpine, naturalistiche, di mezza montagna, e di ogni altro aspetto legato ad altre possibili attivit\u00e0, permetter\u00e0 loro di fungere da punto di riferimento principale della stazione turistica. Qui dobbiamo superare diffidenze reciproche e comprendere l&#8217;importanza del  lavorare in collaborazione. La gestione di queste strutture dovr\u00e0 essere affidata alle categorie ed i loro rappresentanti inseriti negli organismi di promozione  regionali e locali.<br \/>\nChiediamo all&#8217;amministrazione pubblica di fare proprio onere l&#8217;attivazione dei modi opportuni per dare inizio a questo profondo cambiamento. Non \u00e8 nelle potenzialit\u00e0 di piccole categorie riuscire nel coordinamento autonomo di un simile progetto. I politici devono rendersi conto che continuando ad escluderci al momento delle scelte perdono la possibilit\u00e0 di dare significato concreto, per chi vive della montagna, ad operazioni finanziarie anche ingenti e ad alimentare il senso di sfiducia, che \u00e8 la maggior causa del disinteresse dei giovani nei confronti del proprio impegno a favore della collettivit\u00e0.<br \/>\n<P>di <B>Mario Fabretto<\/B><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;incisiva analisi del presidente regionale dei Maestri di sci<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":5630,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[792],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5629"}],"collection":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5629"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5629\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5630"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}