{"id":12596,"date":"2010-04-23T08:47:45","date_gmt":"2010-04-23T08:47:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fisifvg.org\/2010\/04\/23\/234-scialpinismo-la-scialpinistica-del-monte-canin-compie-55-anni\/"},"modified":"2010-04-23T08:47:45","modified_gmt":"2010-04-23T08:47:45","slug":"234-scialpinismo-la-scialpinistica-del-monte-canin-compie-55-anni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/blog\/2010\/04\/23\/234-scialpinismo-la-scialpinistica-del-monte-canin-compie-55-anni\/","title":{"rendered":"23\/4- SCIALPINISMO: la &#8220;Scialpinistica del Monte Canin&#8221; compie 55 anni"},"content":{"rendered":"<p><strong><span style=\"text-decoration: underline;color: #ff0000\">23-4-2010<\/span><em> <\/em><\/strong>Classe 1947, ma ha 55 anni. &Eacute; la <strong>scialpinistica del  monte Canin<\/strong>, una delle gare italiane della specialit&agrave; pi&ugrave; vecchie, che  domenica a Sella Nevea celebrer&agrave; la 55&ordf; edizione. Soltanto il trofeo  Mezzalama, che si disputa sul monte Rosa, pu&ograve; vantare un&rsquo;anzianit&agrave;  maggiore. Appena nasce, la &ldquo;Gazzetta dello Sport Est&rdquo; le appiccica  l&rsquo;etichetta di &ldquo;classica&rdquo;. Un&rsquo;intuizione. Sul Canin, dove negli anni  Trenta si &egrave; disputata la prima discesa libera della storia dello sci,  sono passati molti dei &ldquo;grandi&rdquo;: da Franco Nones (campione olimpico a  Grenoble 1968 nel fondo), ad Arianna Follis, ai fratelli Di Centa al  norvegese d&rsquo;oro Vegard Ulvang&#8230; Nell&rsquo;ambiente, la gara del Canin &egrave; un  mito, anche per la patina di antico che le deriva dal fatto che si  disputa a tecnica libera, cio&egrave; con gli sci da fondo e le pelli di foca.  Un attaccamento alle radici difeso strenuamente, anche se nel 2003, in  occasione dello sconfinamento in Slovenia attraverso il Forato, &egrave; stata  ammessa la tecnica classica.<br \/>&laquo;La bellezza di questa gara &egrave; che  conserva il sapore di un tempo&#8230;&raquo; dice <strong>Dino Flaugnatti<\/strong>, l&rsquo;organizzatore  che cura la regia dell&rsquo;alpistica da quasi 40 anni, da quando, cio&egrave;, la  manifestazione &egrave; passata dalle mani del Cea (Club escursionisti Aquile)  di Mirko Bernardis, Mario Martignoni e Aldo Faelutti in quelle del  <strong>Gruppo sportivo alpini di Udine<\/strong>. &laquo;Prima correvo e organizzavo, poi, dal  &rsquo;90, mi sono dedicato unicamente all&rsquo;organizzazione&raquo; racconta Dino,  &ldquo;Picon&rdquo; per gli amici, classe 1939, ottico da qualche anno in pensione  dopo aver avuto bottega per tantissimi anni in via Aquileia 43, un  ritrovo per gli appassionati della montagna ancora oggi.<br \/>&laquo;L&rsquo;alpinistica  &egrave; la festa della val Raccolana, quel giorno il &ldquo;Cjanal&rdquo; si ritrova a  Sella Nevea, vengono tutti: &egrave; un momento magico&raquo;. Uno che s&rsquo;incontrava  spesso era Ignazio Piussi, l&rsquo;alpinista ed esploratore scomparso alcuni  fa. &laquo;I ricordi pi&ugrave; belli? Senza dubbio quelli legati agli anni 70,  quando portare a termine l&rsquo;alpinistica era un&rsquo;impresa: niente da fare  con la prova di oggi&#8230; Si andava con picozza e corda nello zaino, ai  piedi sci di legno e i bastoncini erano di bamb&ugrave;&#8230; Dal rifugio Gilberti  si scendeva attraverso il bosco, la tracciatura era approssimativa&#8230;&raquo;  ricorda Flaugnatti, uno dei primi udinesi a partecipare alla mitica  Vasaloppet, la maratona svedese di 90 chilometri sugli sci sottili e poi  animatore e ideatore di gare podistiche e di corsa in montagna con un  trascorso anche di giocatore di rugby. Tutti sport in cui fatica e  sofferenza vanno a braccetto.<br \/>&laquo;Per cinque volte la nostra gara &egrave;  stata valida per il campionato italiano e il primo titolo nazionale  della storia dello scialpinismo femminile &egrave; stato assegnato qui&#8230;&raquo;. In  coppia con Laura Bettega lo vinse Gabriella Paruzzi, che, in seguito,  partecipando all&rsquo;edizione 2004 festeggi&ograve; proprio sul Canin la conquista  della Coppa del mondo di fondo. &laquo;Un&rsquo;edizione da brivido &#8211; racconta  Flaugnatti &#8211; . Il giorno prima della gara era piovuto e nella notte la  temperatura era scesa sotto lo zero: il giorno dopo sciarono sul  ghiaccio&#8230;&raquo;. <br \/>Un&rsquo;altra grande paura nel &rsquo;93 quando Vegard Ulvang,  che prende il via insieme con Manu, &egrave; vittima di un incidente. &laquo;Una  caduta e la punta di uno sci gli si conficc&ograve; nell&rsquo;inguine sfiorando  l&rsquo;arteria femorale&#8230;&raquo; ricorda &ldquo;Picon&rdquo; come fosse accaduto ieri.<br \/>La  gara dalle otto squadre delle prime edizioni, quando l&rsquo;anima  dell&rsquo;alpinistica erano Duilio Burba e gli alpini dell&rsquo;Ottavo, &egrave;  cresciuta arrivando in alcune edizioni a sfiorare il centinaio di coppie  al via. &laquo;Il segreto del nostro successo? La bellezza del Canin, le  difficolt&agrave; della gara e la nostra&#8230; bravura di organizzatori&raquo; dice  sorridendo Flaugnatti, che oggi pu&ograve; contare su un centinaio di  collaboratori (&laquo;tutti volontari&raquo;), &laquo;ma negli anni 80, quando termin&ograve; la  collaborazione con gli alpini, eravamo appena una quindicina&#8230; sono  stati davvero anni duri&raquo;. Poi con il sostegno del Corpo forestale  regionale dello Stato e delle squadre del Soccorso alpino di Tarvisio,  Cave del Predil e Moggio, che dura tuttora, le cose si sono assestate.  Se chiedete a Flaugnatti se quelli del Gsa non hanno mai pensato alla  Coppa del mondo vi risponde che per mettere insieme una gara cos&igrave;  &laquo;bisogna essere &ldquo;politici&rdquo;, cercare sostegni e sponsor&#8230;&raquo;. In futuro,  chiss&agrave;&#8230; Per ora la scialpinistica del Monte Canin preferisce restare  fedele al suo clich&egrave; e continuare ad essere la festa del &ldquo;Cjanal&rdquo;.<\/p>\n<p>di <span style=\"color: #800000\"><strong>Roberto Calvetti<\/strong><\/span>, dal <a href=\"http:\/\/www.messaggeroveneto.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Messaggero Veneto<\/strong><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Domenica a Sella Nevea la classicissima di fine stagione<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":12597,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[792],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12596"}],"collection":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12596"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12596\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12597"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12596"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12596"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/comitati.fisi.org\/friuli-venezia-giulia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12596"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}