
6-6-2013 Silvia Rupil ha detto basta: a soli 28 anni la finanziera di Camporosso abbandona l’attività agonistica. L’annuncio è arrivato ieri sul suo profilo Facebook: «Questa esperienza si chiude con il sorriso e senza rimpianti – scrive Silvia -. Grazie a chi mi ha supportato e sopportato, chi mi ha tifato e criticato, chi mi ha tenuta per mano e mi ha voluto bene. Per me ora si aprono nuovi orizzonti, con progetti, obiettivi e tanti stimoli. Mi porto nel cuore la mia passione». Si chiude così l’avventura di quella che era stata definita l’erede di Gabriella Paruzzi. Sugli sci praticamente da sempre (papà Gianpaolo è stato olimpico a Lake Placid 1980 e poi allenatore della stessa Paruzzi), la Rupil stupì il fondo nazionale nel 2003, vincendo cinque titoli italiani fra le Aspiranti. Un’ascesa bruscamente interrotta per un serio problema alla tiroide, che le fece perdere due stagioni. Poi il ritorno all’agonismo e l’esordio in Coppa del Mondo a fine 2006. Il 5 febbraio 2010 giunge sesta nella 15 km tl di Falun, in quello che resterà il miglior risultato individuale in carriera. E’ il preludio al momento più alto della sua vita sportiva, le Olimpiadi di Vancouver, dove ottiene due piazzamenti importanti (14. nella 10 km tl, 16. nel Pursuit) prima di prendere parte alla staffetta, che la fa conoscere anche ai non addetti ai lavori. Silvia disputa una strepitosa terza frazione, nella quale tiene testa alla norvegese Steira; le due chiudono appaiate al comando, ma il sogno di una medaglia si infrange, perchè Sabina Valbusa taglia il traguardo quarta. Nella stagione successiva arriva l’unico successo in CdM: il 6 febbraio 2011 assieme a Longa, Follis e Genuin vince la staffetta di Rybinsk, terzo podio stagionale del quartetto azzurro, che si squaglia pochi mesi dopo con il ritiro delle tre veterane. Silvia si ritrova ad essere suo malgrado il punto di riferimento di una squadra senza esperienza e complice qualche problema fisico ottiene al massimo un 18. posto. Lo scorso novembre un infortunio al mignolo la costringe all’operazione, ma il recupero si rivela complicatissimo. Silvia partecipa solo a 4 prove di Alpen Cup e alla Coppa Italia, senza ottenere risultati di rilievo. All’inizio della nuova stagione viene esclusa dalla squadra di Coppa del Mondo, preludio all’addio e ad una nuova vita.
di Bruno Tavosanis (da Il Gazzettino)




